Conferenza Mondiale degli Istituti Secolari

La CMIS (Conferenzia Mondiale degli Istituti Secolari) è stata fondata nel 1972 ed ha ricevuto l'approvazione dalla Santa Sede nel 1974. La CMIS ha lo scopo di organizzare la collaborazione tra gli Istituti Secolari di modo che questi “siano più efficacemente nel mondo un fermento per il vigore e l'incremento del Corpo di Cristo", cioè, la Chiesa (Perfectae Caritatis 11). Con ciò essa aiuta ciascun Istituto a realizzare meglio il suo proprio fine.

In particolare, la CMIS:

1. Favorisce i contatti, gli scambi di esperienza e un aiuto fraterno fra gli Istituti. Essa intrattiene regolari rapporti con gli altri raggruppamenti quali le Conferenze Nazionali e territoriali degli Istituti Secolari in spirito di servizio.

2. Promuove studi e ricerche per approfondire la missione attuale degli Istituti Secolari, prendendo come base i documenti della Santa Sede e del Concilio e tenendo conto delle esperienze vissute dagli stessi Istituti;

3. Esprime i bisogni, gli interessi, le opinioni degli Istituti alla Santa Sede. (estratto dall’art. 1 degli Statuti)

"La CMIS è un luogo di incontro, di scambio e di ricerca al servizio degli Istituti" (estratto dall’art. 2 degli Statuti)

Consiglio Esecutivo

A Roma, dal 21 al 25 agosto 2016, l’Assemblea generale della Cmis ha eletto il nuovo Consiglio Esecutivo e, al suo interno, la nuova Presidenza della CMIS. La Presidenza è composta di tre membri provenienti da paesi diversi: Jolanta Szpilarewicz (Presidente)- Polonia, Elba Catalina Fleita – Brasile- e Margherita Palazzi –Italia-. Gli 6 altri membri del Consiglio esecutivo provengono dal Canada, Francia, India, Italia e Spagna.

La Presidenza della Cmis incontra il cardinale Prefetto e i responsabili della Congregazione.
(21.09.2016)

Statuti della CMIS

Gli Istituti secolari sono stati costituiti il 2 febbraio 1947, dal Papa Pio XII, che ha promulgato la costituzione apostolica Provida Mater Ecclesia , completata da più testi tra cui il motu proprio Primo feliciter (1948), quindi il decreto del Concilio Vaticano II Perfectae caritatis (numero 11) nel 1965 e l’esortazione apostolica Vita consecrata (soprattutto al numero 10) nel 1996.

Nel 1983, il Codice di diritto canonico ha ricordato le disposizioni comuni a tutti gli istituti di vita consacrata ed ha precisato le disposizioni specifiche agli Istituti secolari :

“L’Istituto secolare è un istituto di vita consacrata in cui i fedeli vivendo nel mondo tendono alla perfezione della carità e si sforzano di contribuire soprattutto dall’interno alla santificazione del mondo” (canone # 710).

“A seguito della sua consacrazione il membro di un istituto secolare non cambia la sua condizione canonica propria del popolo di Dio, che sia laica o clericale, ferme restando le disposizioni del diritto riguardanti gli istituti di vita consacrata” (canone # 711).

Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica

Prot. N. I.s. 6461/12

DECRETO

Il carisma della vita consacrata, inserito nel quadro della storia trinitaria della salvezza come una sua forma di attuazione e sua proclamazione vivente, impegna ciascun consacrato a sviluppare una spiritualità di comunione che si traduca in stili di vita che generano missione. In tale contesto si colloca la Conferenza Mondiale degli Istituti Secolari CMIS quale realtà chiamata a promuovere un reciproco scambio tra Istituti e una collaborazione ecclesiale secondo la specificità della consacrazione secolare.

L’esperienza di quasi quarant’anni dall’erezione canonica della CMIS, ha confermato l’importanza di tale organismo di comunione tra gli istituti secolari di tutto il mondo. Questo tempo è inoltre servito a precisare ulteriormente la natura della CMIS nella quale la molteplicità dei carismi offre uno specifico contributo affinché la Chiesa realizzi sempre più profondamente la sua natura di sacramento dell’intima unione con Dio di tutto il genere umano (Lumen Gentium , 1).

Nell’intento di specificare ulteriormente il proprio servizio e i diversi ambiti di collaborazione tra istituti, in rapporto con le altre forme di vita consacrata e in dialogo fecondo con i Pastori, dopo un lavoro di preparazione che ha coinvolto tutti gli Istituti, l’Assemblea dei Responsabili generali ha approvato i nuovi Statuti della Conferenza dei quali chiede ora la ratifica.

La Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica dopo aver accuratamente esaminato la documentazione presentata, dopo aver ricevuto notizia che il Santo Padre, in data 30 ottobre 2012, ha benignamente concesso alla CMIS la personalità giuridica civile nello Stato della Città del Vaticano

APPROVA

il nuovo testo degli Statuti della CMIS con la modifica dell’art. 4m secondo l’esemplare conservato nel suo Archivio riconoscendolo conforme alle norme di Diritto Canonico.

Nonostante qualsiasi disposizione in contrario.

Dato in Vaticano, il 4 dicembre 2012

Card. João Braz de Aviz, Prefetto
P. Sebastiano Paciolla, O. Cist. Sottosegretario

PRIMA PARTE

Art. 1. La Conferenza Mondiale degli Istituti Secolari (CMIS) è un organismo di comunione che ha per scopo di favorire la collaborazione tra gli Istituti secolari, in modo che coloro che vi appartengono siano, secondo le parole del Concilio Vaticano II, “più efficacemente nel mondo ‘un lievito per il vigore e la crescita del Corpo di Cristo’ “(Perfectae caritatis , 11). Aiuta così ogni Istituto a meglio realizzare il suo fine proprio.

La CMIS ha per scopo, in particolare, di

  • a) favorire i contatti, scambi di esperienze e un aiuto fraterno fra gli Istituti. Intrattiene relazioni regolari con altri raggruppamenti come le conferenze nazionali e territoriali in uno spirito di servizio;
  • b) sostenere le esperienze in cui la vita secolare consacrata è in germe, accompagnare le iniziative di creazione delle conferenze nazionali e territoriali;
  • c) dialogare con la Santa Sede sui percorsi di vita secolare consacrata nel mondo;
  • d) promuovere studi e ricerche per approfondire la natura e la missione attuale degli Istituti secolari, prendendo per base i documenti del Magistero della Chiesa e tenendo conto delle esperienze vissute dagli Istituti stessi;
  • e) esprimere in generale i bisogni, gli interessi, le opinioni degli Istituti alla Santa Sede.

Ogni Istituto conserva il diritto di rivolgersi direttamente alla Santa Sede.

Art. 2. La CMIS agisce in totale comunione con la Sede Apostolica.

Di conseguenza:

  • Essa è un luogo di incontro, scambio e ricerca al servizio degli Istituti nello spirito di un sano pluralismo e nell’ambito degli statuti della CMIS.
  • La sua struttura e il suo funzionamento rispettano l’autonomia degli Istituti secolari per determinare le proprie forme di vita e di apostolato, secondo il proprio carisma originale e le norme della Chiesa.

Art. 3. Membri

Gli Istituti secolari approvati dalla Chiesa, di diritto diocesano o pontificio, rappresentati dai loro Responsabili generali, sono membri di diritto della CMIS.

Tale diritto può essere esercitato, di fatto, soltanto dopo l’accettazione esplicita degli Statuti della CMIS secondo le modalità stabilite dal Consiglio esecutivo.

Art. 4. Sede sociale

La Conferenza Mondiale degli Istituti Secolari CMIS alla quale, in data 30 ottobre 2012, il Santo Padre ha benevolmente concesso la personalità giuridica civile vaticana, ha la sua sede nello Stato della Città del Vaticano.

Seconda Parte

ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DELLA CMIS

Art. 5. L’assemblea generale e il consiglio esecutivo assicurano il funzionamento della CMIS.

A. L’assemblea generale

Art. 6. L’assemblea generale è l’organismo principale in seno alla C.M.I.S.

Art. 7. L’assemblea è composta dai Responsabili generali. In caso di impedimento, ogni responsabile generale può essere sostituito da un delegato scelto tra i membri del proprio Istituto.  Il delegato dovrà essere munito di una delega scritta da presentare al segretario del Consiglio esecutivo prima dell’apertura dell’assemblea.

Soltanto l’assemblea ha la responsabilità della Conferenza Mondiale degli Istituti Secolaril. Per agire validamente, devono essere presenti più della metà di coloro che ne hanno diritto.

I responsabili generali hanno voce attiva (diritto di voto) e voce passiva (diritto di essere eletto). I loro delegati hanno soltanto voce attiva.

I membri del Consiglio esecutivo uscente che non sono più responsabili generali partecipano all’assemblea generale senza diritto di voto.

Art. 8. I presidenti delle conferenze nazionali e/o territoriali sono invitati a partecipare alle assemblee generali, con diritto di parola, ma senza voce attiva o passiva, salvo il caso in cui sono responsabili generali del proprio Istituto.

Art. 9. Compiti

I compiti dell’assemblea generale sono i seguenti:

  1. votare le decisioni a maggioranza relativa, salvo quelle menzionate all’articolo 24;
  2. eleggere il suo consiglio di presidenza o il suo moderatore/moderatrice che dirige i dibattiti ed i lavori dell’assemblea e ne comunica gli Atti alla Santa Sede;
  3. discutere e votare l’ordine del giorno proposto dal consiglio esecutivo;
  4. ricevere la relazione delle attività del consiglio esecutivo;
  5. fissare i criteri che regolano la partecipazione finanziaria;
  6. discutere e votare delle proposte che esprimano dei bisogni, degli interessi, delle opinioni degli Istituti secolari da sottomettere alla Santa Sede;
  7. stabilire gli orientamenti che saranno assunti dal consiglio esecutivo fino all’assemblea successiva;
  8. approvare il regolamento elettorale;
  9. eleggere il consiglio esecutivo in conformità al regolamento elettorale;

B. Il consiglio esecutivo

Art. 12. Natura

Il consiglio esecutivo attua le direttive dell’assemblea. E’ eletto per quattro (4) anni.

Nel caso in cui si presentassero degli avvenimenti importanti riguardante la partecipazione della C..M.I.S. alla vita della Chiesa e sui quali l’assemblea non ha espresso il suo parere, il consiglio esecutivo dovrà preventivamente consultare tutti gli Istituti, salvo se si tratta di questioni urgenti e specifiche; in questo caso informerà delle eventuali decisioni prese tutti gli Istituti appena possibile.

Art. 13. Composizione del consiglio esecutivo

Il consiglio esecutivo è composto da nove (9) Responsabili generali. La sua composizione deve esprimere il pluralismo degli Istituti; per garantire tale pluralismo, l’assemblea approva il regolamento delle elezioni.

Tutti i membri del consiglio sono ugualmente co-responsabili. Di conseguenza, ciascuno di essi è informato delle attività di tutti gli altri membri e del segretariato, e il consiglio decide della ripartizione dei compiti secondo i bisogni e le possibilità.

Art. 14. Elezione del consiglio esecutivo

Tutti i Responsabili generali, presenti all’assemblea o assenti, sono eleggibili, dopo aver espresso il loro accordo, ad eccezione di coloro che sono già stati eletti due volte consecutive come membri del consiglio esecutivo. Si procede all’elezione conformemente al regolamento elettorale.

Art. 15. Funzioni del consiglio esecutivo

Il consiglio esecutivo si riunisce almeno una volta l’anno.

Le funzioni del consiglio esecutivo sono le seguenti:

    1. eleggere il suo consiglio di presidenza a maggioranza assoluta fino al secondo giro di scrutinio. Al terzo giro di scrutinio, la maggioranza relativa è sufficiente. In caso di parità dei suffraggi, viene eletto il più giovane dei membri;
    2. votare le decisioni alla maggioranza relativa salvo se è diversamente indicato negli statuti;
    3. prendere le iniziative necessarie per l’attuazione delle decisioni dell’assemblea;
    4. approvare i bilanci finanzieri annuali e le previsioni di bilancio annuali;
    5. preparare la prossima assemblea generale e il suo ordine del giorno, dopo consultazione dei membri della CMIS;
    6. convocare l’assemblea e assicurarne l’organizzazione pratica;
    7. presentare all’assemblea generale, per l’approvazione, la relazione delle sue attività e gli stati finanziari degli ultimi quattro anni;
    8. convocare, qualora fosse necessario, un’assemblea straordinaria;
    9. nominare il segretario e il tesoriere alla maggioranza relativa, per una durata determinata da questo;
    10. informare regolarmente la Congregazione competente e gli Istituti sulle sue attività.

Art. 17. La Presidenza

Il consiglio elegge nel suo seno tre (3) membri che costituiscono la Presidenza.

Colui che ottiene il maggior numero di voti ha il titolo di presidente del consiglio. Nel caso di parità, il più giovane è eletto. Egli non ha alcun potere decisionale, agisce come coordinatore e rappresentante della CMIS.

Nel caso in cui un membro della Presidenza fosse nell’impossibilità di esercitare il suo mandato, o se dà le dimissioni, gli altri membri della Presidenza ne informano il consiglio che procederà, nella sua prossima riunione, ad una nuova elezione della Presidenza.

Art. 18. Compiti della Presidenza

Il compito della Presidenza è di assicurare la continuità nel funzionamento del consiglio esecutivo e di dare seguito alle sue decisioni.  Tra l’altro, deve:

  • Preparare e animare le riunioni del consiglio esecutivo;
  • Far circolare l’informazione tra i membri del consiglio esecutivo;
  • Intrattenere i legami con le Congregazioni competenti;
  • Dare le disposizioni necessarie per il funzionamento della segreteria;
  • Presentare al consiglio esecutivo i bilanci annuali e le previsioni di bilancio annuali.

La Presidenza informa regolarmente il consiglio esecutivo delle proprie attività.

      • provvedere al buon funzionamento della segreteria;
      • redigere poi firmare con la presidenza i verbali delle riunioni del consiglio esecutivo e della presidenza;
      • predisporre i documenti per le riunioni del consiglio esecutivo e dell’assemblea generale;
      • assicurare le comunicazioni tra il consiglio esecutivo e i responsabili generali;
      • custodire gli archivi della CMIS.
      • assicurare la corrispondenza regolare;
      • mantenere aggiornata la lista ufficiale degli Istituti secolari e dei Responsabili generali;
      • curare i mezzi di comunicazione e la loro difusione.

Art. 19. Il Segretario

Il segretario è nominato dal consiglio esecutivo alla maggioranza assoluta. E’ scelto tra i membri degli Istituti. Esercita la sua funzione in dipendenza del consiglio esecutivo e partecipa alle riunioni, senza diritto di voto.

La durata e la forma del mandato sono determinate dal consiglio. Alla fine del mandato, il segretario uscente prolunga la sua funzione fino alla nomina del suo sostituto.

I suoi principali compiti sono:

  • provvedere al buon funzionamento della segreteria;
  • redigere poi firmare con la presidenza i verbali delle riunioni del consiglio esecutivo e della presidenza;
  • predisporre i documenti per le riunioni del consiglio esecutivo e dell’assemblea generale;
  • assicurare le comunicazioni tra il consiglio esecutivo e i responsabili generali;
  • custodire gli archivi della C.M.I.S.
  • assicurare la corrispondenza regolare;
  • mantenere aggiornata la lista ufficiale degli Istituti secolari e dei Responsabili generali;
  • curare i mezzi di comunicazione e la loro difusione.

Il segretario può rappresentare la CMIS negli incontri ufficiali, con una delega del Presidente.

Art. 20. Il Tesoriere

Il tesoriere è nominato da ogni consiglio esecutivo. Esercita la sua funziona in dipendenza del consiglio esecutivo e in stretta collaborazione con il segretario.

Le sue funzioni principali sono:

  • provvedere all’amministrazione finanziaria e alla contabilità della C.M.I.S.;
  • collaborare con il segretario per garantire il pagamento delle quote annuali degli Istituti;
  • preparare e presentare il bilancio annuali e le previsioni di bilancio annuali;
  • firmare i documenti relativi all’amministrazione finanziaria;
  • assicurare il pagamento delle fatture ordinarie fino alla somma stabilita dal consiglio esecutivo ad ogni riunione. Al di là di tale somma, dovrà ottenere l’autorizzazione previa, per iscritto, della presidenza.

Art. 21. Commissioni e gruppi di lavoro

Il consiglio esecutivo può creare dei gruppi di lavoro o delle commissioni ad hoc per attuare gli orientamenti dell’assemblea.

Questi gruppi, formati da membri di Istituti secolari e/o da esperti esterni, lavorano sotto la responsabilità del consiglio. Quest’ultimo deve far conoscere i risultati dei lavori dei gruppi agli Istituti membri della CMIS.

Art. 22. Finanziamento

Le attività della CMIS sono finanziate dalle quote degli Istituti secolari e da altri contributi.

La quota degli istituti secolari è stabilita ogni anno dal consiglio esecutivo e si esprime secondo il numero dei membri.

Art. 23. Interpretazione

In caso di necessità di interpretazione degli Statuti, la Presidenza consulterà la Congregazione competente.

Art. 24. Modifiche

Ogni modifica a questi Statuti deve raggiungere i due terzi (2/3) dei voti dei presenti all’assemblea generale e ottenere l’approvazione della Santa Sede.

Art. 25. Scioglimento

In caso di scioglimento della CMIS, i beni materiali e finanziari che le appartengono saranno devoluti ad un organismo similare, con l’accordo della Santa Sede.

  • Le società, clericali o laicali, i cui membri, vivendo nel mondo, professano i consigli evangelici per acquistare la perfezione cristiana e per esercitare pienamente l'apostolato, affinché si possano adeguatamente distinguere dalle altre comuni Associazioni di fedeli (C. I. C., p. III, I. II) si chiamano, con nome loro proprio "Istituti" o "Istituti Secolari".
  • Gli Istituti Secolari, benché i loro membri vivano nel mondo, tuttavia per la piena consacrazione a Dio ed alle anime che essi professano con la approvazione della Chiesa, e per l'interno ordinamento gerarchico ed universale che possono avere in diversi gradi, in virtù della Costituzione Apostolica Provida Mater Ecclesia con ragione sono annoverati tra gli stati di perfezione che dalla Chiesa stessa sono stati ordinati e riconosciuti giuridicamente.
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